Dunque, mi chiamo Valentina e sono nata il 25 giugno 1994.
Cosa raccontare di me? diciamo che mi piace, anzi, che adoro scrivere sia in poesia che prosa. E la cosa più strana è che alcuni dicono che mi riesce anche bene.
Nella smania di costruirmi una cultura più che discreta per affrontare il mondo (dato che con il parlato proprio non ci so fare), divoro romanzi d'autore e non, studio con tutta la passione che mi concede il cuoricino e mi intossico di
History Channel a tutte le ore.
Frequento il Liceo Classico, cosa della quale vado enormemente fiera:
amo la mia scuola persino quando mi toglie il sonno, e tra una tazza di caffè e l'altro (sono caffeinomane convinta) ringrazio dio o qualunque altra cosa ci sia lassù - diciamo che la religione è per me un tasto dolente.
Ok, a questo punto vi sarò certamente parsa una maniaca (in molti me lo dicono, e non solo per il discorso "scuola") XD
Ma è meglio così, dato che è proprio questa parola a ricollegarmi alle aspirazione per il futuro:
Il mio sogno è di laurearmi in medicina, con specializzazione in medicina legale o psichiatria, e da lì accedere ad una disciplina che sia correlata allo studio del crimine (ma purtroppo il
criminal profiling in Italia ha pochissimi riscontri)
La mente criminale - e in genere umana, naturalmente - è per me fonte di grande interesse, tanto che setaccio internet alla ricerca di informazioni in merito.
Questa mia "passione" si rivela anche nelle piccole cose: ad esempio la predilezione che nutro per i così detti
'cattivi' - o più in genere personaggi troppo complicati per non essere definiti "pazzi" o odiosi, in anime e manga (ebbene, ne sono una lettrice accanita), film e così discorrendo.
Altri miei interessi sono la musica, benchè non possa vantare una propensione così spiccata: adoro Fabrizio Dè Andrè, Francesco Guccini; ma anche Janis Joplin o gruppi sul genere dei Within Temptation.
Ascolto anche musica classica e operistica, nonostante non ne sia, per ora, che una profana.
Un altro mio debole (ah, benedetti i libri della Dami che avrò letto un milione di volte da bambina!) è la mitologia, greca in particolare.
Quest'anno ho avuto modo di leggere per intero
l'Iliade e
l'Odissea, e per me è stato come tornare bambina ... ai tempi in cui me ne stavo ritirata in un cantuccio dello scantinato a sfogliare volumi di mitologia tutti impolverati.
Infine, anche se sembrerebbe inutile dirlo, impazzisco per la storia: le battaglie, le manovre politiche, l'arte che riflette una culture e in particolare i personaggi intesi nella loro dimensione umana e "mitica" mi hanno sempre fatta innamorare di questa materia.
Edited by Hatsu94 - 26/8/2009, 18:34 Recitativo (Due Invocazioni E Un Atto D´accusa) - Fabrizio Dè Andrè

Uomini senza fallo, semidei
che vivete in castelli inargentati
che di gloria toccaste gli apogei
noi che invochiam pietà siamo i drogati.
Dell'inumano varcando il confine
conoscemmo anzitempo la carogna
che ad ogni ambito sogno mette fine:
che la pietà non vi sia di vergogna.
Banchieri, pizzicagnoli, notai,
coi ventri obesi e le mani sudate
coi cuori a forma di salvadanai
noi che invochiam pietà fummo traviate.
Navigammo su fragili vascelli
per affrontar del mondo la burrasca
ed avevamo gli occhi troppo belli:
che la pietà non vi rimanga in tasca.
Giudici eletti, uomini di legge
noi che danziam nei vostri sogni ancora
siamo l'umano desolato gregge
di chi morì con il nodo alla gola.
Quanti innocenti all'orrenda agonia
votaste decidendone la sorte
e quanto giusta pensate che sia
una sentenza che decreta morte?
Uomini cui pietà non convien sempre
male accettando il destino comune,
andate, nelle sere di novembre,
a spiar delle stelle al fioco lume,
la morte e il vento, in mezzo ai camposanti,
muover le tombe e metterle vicine
come fossero tessere giganti
di un domino che non avrà mai fine.
Uomini, poiché all'ultimo minuto
non vi assalga il rimorso ormai tardivo
per non aver pietà giammai avuto
e non diventi rantolo il respiro:
sappiate che la morte vi sorveglia
gioir nei prati o fra i muri di calce,
come crescere il gran guarda il villano
finché non sia maturo per la falce.